Venerdì, 07 Aprile 2006 00:00

Erminia Belli ha portato la Diversita'  in Kodak

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erminia.jpgScopriamo i soci di ManagerZen: Annalisa Fassetta intervista Erminia BelliLaureata in giurisprudenza con una specializzazione in diritto ed economia del lavoro, è Direttore Risorse Umane di Kodak Italia da 4 anni

in precedenza ha operato nella medesima responsabilità per altri noti gruppi multinazionali presenti in Italia, nel settore metalmeccanico, dei materiali da costruzione e per una catena alberghiera. Appassionata di viaggi, ha abitato e lavorato per alcuni anni in Olanda.

1) Raccontaci di te... la tua vita, il tuo lavoro.

Il mio lavoro è stato qualcosa di desiderato e cercato, dopo la laurea ho deciso di seguire un corso di gestione aziendale che potesse fornirmi gli strumenti per poter operare in un contesto di business, comprendendone tutte le interrelazioni.
Sono molto appassionata a quello che faccio, sia agli aspetti più specificamente umani del mio lavoro basati sulle relazioni interpersonali sia sugli aspetti più sistemici relativi al contesto organizzativo aziendale.
Mi piace il cambiamento, che mi dà energia e stimoli nuovi e mi piace “spendermi” per cercare di incorporare nelle cose che faccio uno stile basato sulla trasparenza, sulla informalità, sull’ascolto.
Dal punto di vista personale ho un impegno come volontaria presso il Centro Aiuto Donne Maltrattate di Monza, che è un’ associazione laica che svolge una attività di aiuto e prevenzione nell’ambito del problema della violenza domestica. Un fenomeno ancora oggi poco conosciuto e sottovalutato, che vede oggetto di violenza fisica, psicologia, sessuale od economica almeno una donna su quattro nei paesi cosiddetti occidentali.
Vivo in una vecchia casa che ho ristrutturato nel cuore della Brianza, con ampie finestre che danno sul bosco, da dove, mentre faccio colazione al mattino, riesco a vedere un paio di scoiattoli e di conigli selvatici che attraversano il sentiero.
Altre passioni sono i viaggi, specie in Oriente, e il linguaggio cinematografico. Amo molto leggere. Scrittori preferiti? Mi piace molto la narrativa di lingua inglese, ad esempio Robertson Davies, un autore canadese ricco di vita e di spunti alternativi, molto adatto ai soci di Managerzen, oppure Amitav Ghosh, che connette la ricchezza della tradizione indiana con le problematiche ambientali o tecnologiche odierne o Paul Auster che ci parla della America di oggi.


2) Fare della diversità una forza in azienda, una leva sulla quale agire per liberare il potenziale delle persone, ottenendo così un vantaggio competitivo. Come nasce questa idea?

Una azienda che vuole davvero essere globale deve rispecchiare al suo interno la diversità del mondo esterno per poter comprendere meglio le esigenze dei clienti e dei pubblici più diversi come cultura, religione, età, genere, ecc., questo è il solo modo per rimanere competitivi nel lungo periodo.
Inoltre la diversita’ costituisce una ricchezza in termini di creativita’ e punti di vista. Il conformismo e l’uniformità di pensiero, infatti, uccidono l’ innovazione.
Senza elementi che pensano diversamente, rompono ogni tanto gli schemi, il rischio è quello delle soluzioni ripetitive e preconfezionate. Il lavoro di team risulterà certo più complesso e a volte non facile da gestire, ma sicuramente più fecondo e completo in quanto a risultati.
La valorizzazione dei vari aspetti della diversità, porta poi ad una valorizzazione dei singoli individui nelle organizzazioni, come portatori di specificità, che vanno ascoltate.


3) Conciliare un’esigenza aziendale con una passione, quanto aiuta nella realizzazione dei propri obiettivi lavorativi?

Per quanto mi riguarda tantissimo. Quando c’è sintonia la creatività e l’energia sgorgano senza fatica.
Lo stesso avviene quando si riesce a “fare rete” tra colleghi o con altre persone con cui si lavora come ad esempio consulenti esterni, individuando punti di contatto, interessi e valori che accomunano, al di là dello specifico lavorativo cui ci si sta dedicando. In questo modo si riescono a valorizzare i rapporti, che diventano significativi e che permettono di allargare gli orizzonti e utilizzare maggiori sinergie.


4) Hai un sogno?

Veramente, per quanto riguarda la mia persona, ne ho molti. Ho un lungo elenco di progetti che spaziano dal trasferirmi in America Latina per alcuni anni per dedicarmi ad un programma di sviluppo e di promozione di comunità allo scrivere un romanzo, altri sono un po’ meno complessi come ad esempio diventare un raffinato chef in cucina.
L’aspirazione personale vera è quella di raggiungere un equilibrio interiore più profondo e di riuscire a sentire più vividamente i fili che mi legano agli altri e alla natura e al mondo circostante.


5) Cosa rappresenta per te ManagerZen?

Sono entrata in contatto con ManagerZen per puro caso nell’ottobre del 2004. Un amico di amici incontrato per caso ad una festa mi ha segnalato il sito web. Ho trovato i contenuti particolarmente interessante ed ho notato tanti punti di contatto con le cose che faccio. Tieni conto che nella primavera precedente ero stata per un breve workshop alla Libera Università di Alcatraz da Jacopo Fo e che mi trovo in sintonia con una rilettura “occidentale” di alcuni spunti del pensiero Zen. Ho poi iniziato a frequentare ManagerZenCafè a Milano e poi ho partecipato all’ Incontro di Firenze dell’ottobre scorso.
Il sapere che esistono delle persone riunite in associazione, che con varie responsabilità in azienda, desiderano “spendersi” per costruire delle relazioni diverse all’interno delle imprese e che si mettono in discussione e non danno nulla per scontato, ma sono aperti anche a stimoli non- convenzionali costituisce una fonte di ispirazione e anche di forza interiore, che aiuta a mantenere la rotta nella navigazione di ogni giorno.


 Scarica gli articoli su Erminia apparsi su l'Avvenire su il Corriere della Sera

Letto 11993 volte Ultima modifica il Domenica, 18 Novembre 2012 18:15