Martedì, 29 Maggio 2012 10:12

Progettare l'intangibile

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

mariarosaambrosio.jpgdi Maria Rosa Ambroso. Dalla progettazione degli spazi di lavoro al progetto "dell’intangibile" inteso come accoglienza all’interno dei luoghi di lavoro della relazione, in cui gli oggetti hanno una finalità di collante dell’organizzazione.


di Maria Rosa Ambroso
www.camaleonte.eu

Mi occupo di progettazione degli spazi di lavoro da molto tempo e da circa dodici anni il mio interesse si è spostato dal progetto “fisico degli oggetti” inteso come disposizione di armadi, scrivanie, reception, attese... al progetto “dell’intangibile” inteso come accoglienza all’interno dei luoghi di lavoro delle personalità, della relazione, delle aspirazioni, delle idee, luoghi in cui gli oggetti hanno una finalità di collante dell’organizzazione...

Nell’era del 2.0, abbiamo capito e adottato più o meno tutti, un modo di lavorare molto diverso rispetto a pochi anni fa, la tecnologia ci sta offrendo delle opportunità e delle sfide sempre diverse rispetto ai luoghi, alle relazioni e ai tempi. Sono proprio queste ultime tre dimensioni, luoghi, relazioni e tempi che hanno determinato fino ad ora, degli spazi fisici chiamati uffici, in cui le persone prestano le loro capacità all’interno di dinamiche spazio-temporali preconfezionate e precostituite.
L’ufficio era l’unico spazio in cui si poteva svolgere il “lavoro” grazie alla tecnologia e alle persone che si incontravano solo in quel determinato luogo dalle 9,00 del mattino alle 18,00 della sera sotto il vigile controllo del proprio responsabile. Ora non è più così, possiamo lavorare ovunque, connetterci con tutti, in qualsiasi ora della giornata, senza controllo.

ufficio-camaleonte.jpg

Ecco spiegato il motivo per cui studiare e progettare spazi di lavoro sulla base delle attrezzature non ha più nessun senso, non è più un investimento utile ai fini della performance aziendale, è una spesa sovradimensionata. Non è più nemmeno una scelta, le persone sono cambiate, il vecchio modello non funziona più.

A questo punto la domanda è: come fa un’azienda a manifestarsi, a creare uno spirito di squadra, a condividere idee e obiettivi con i propri collaboratori, ad attirare e trattenere persone di valore, a esprimere e divulgare la conoscenza che la caratterizza, ad avere un’identità unica e riconoscibile?

Per ottenere tutto questo, occorre partire dall’analisi e dalla conoscenza delle persone che compongono quella data azienda o quel particolare gruppo, con l’obiettivo di capire il tipo di relazione che si vuole creare all’interno con i collaboratori e, all’esterno con i clienti e i competitor. Dopodiché coniugare e manifestare in vari scenari, l’aspetto puramente tecnico (tipo di lavoro, logistica dei percorsi e degli scambi,) con le esigenze delle persone più elementari e naturali.

Mi spiego meglio su quest’ultimo punto.
Quando dobbiamo scegliere una persona per occupare un posto in azienda, nei curriculum normalmente ha rilevanza ciò che il candidato ha fatto oltre al lavoro, quindi se è sposato, se ha hobby e quali, se ha fatto esperienze di volontariato, se ha viaggiato...
Questo è molto importante e serve a valutare la personalità del candidato più che la capacità reale di svolgere un determinato compito, perché sarà sulla personalità che l’azienda farà leva per ottenere le migliori prestazioni.

Dopo tutto questo gran d’affare per trovare la persona più creativa, comunicativa, problem solver, che il mercato mette a disposizione, la maggior parte delle aziende relega questa risorsa (che per l’altro costa moltissimo), a entrare nei meccanismi spazio-temporali di cui si accennava prima, che hanno la funzione di affievolire la maggior parte delle intuizioni creative.

ufficio-creativo-camaleonte.jpg

Se chiediamo a diverse persone quali ritengano essere i luoghi in cui riescono ad esprimere la loro creatività, a prevedere e impostare le loro visioni future, risponderanno in modo tutti diverso, chi dirà sotto la doccia, chi in montagna, chi sotto un cielo stellato, chi in riva al mare...

Minimo comune multiplo di tutti questi luoghi non è il posto fisico in sé, ma il sentimento di benessere che quel luogo è in grado di trasmettere.
Per tradurre questo stato d benessere all’interno delle nostre aziende, non è necessario ricostruire la cima di una montagna, ma è molto interessante creare dei luoghi di lavoro che mettono in comunicazione profonda le esigenze primarie dello “stare bene” delle quali ognuno di noi ha bisogno per esprimere e manifestare la parte più unica e originale, che permette di vedere le cose in modo diverso, di trovare delle soluzioni innovative, di recuperare lo stress, di non pensare con la testa “da lavoro”, ma agire con lo stesso entusiasmo e curiosità che si adotta quando progettiamo le vacanze o una cosa che ci piace fare.

SIAMO CIO’ CHE GUARDIAMO

Un luogo desolato e trascurato con cosa ci mette relazione?
Una Vespa?
La pioggia?
Un mercato?
Una lunga strada?
Una parrucca rossa riccia?
Una galassia?
Un vecchio?
……
Ognuna di queste immagini evocano dei sentimenti, che, se impariamo a cogliere, ci rivelano uno stato d’animo personale particolare. Questo esempio ci dà la misura della capacità che ha “la vista” di comunicare con i sentimenti, con il vissuto personale, innescando degli stati d’animo. Con più gli stati d’animo che saremo in grado di evocare saranno curiosi, belli, interessanti e gratificanti, più la nostra mente lavorerà su onde positive.

Infine, come progettare le nostre aziende 2.0?
Le costruiremo intorno alle persone, ridaremo valore e onore alle menti attraverso modalità semplici e concrete, andremo a coniugare lavoro con piacere, realizzazione, famiglia, amici, relazioni, clienti, pensiero, risata…. vita!
Non credo di dover aggiungere che tutto questo implica da parte delle aziende e dei dipendenti una notevole assunzione di responsabilità poiché regge su basi estremamente severe e una buona dose di autodisciplina


Maria Rosa Ambroso

“Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza non merita né la libertà né la
sicurezza”

Benjamin Franklin

Letto 16153 volte Ultima modifica il Martedì, 09 Aprile 2013 17:54

Articoli correlati (da tag)