Venerdì, 15 Giugno 2012 14:29

Le mappe nel gioco In evidenza

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mappe-gioco.jpgDopo un lungo periodo di assenza riprendo ad occuparmi dei giochi del manager ludens, con questa chiacchierata su mappe e giochi, in concomitanza con l’uscita del mio ebook “Mappe della Mente”.

  

Dopo un lungo periodo di assenza, dovuto al mio trasferimento da Roma a Porto Recanati, e all’impegnativo percorso di cambiamento per alleggerire e semplificare la mia vita, riprendo ad occuparmi dei giochi del manager ludens, con questa chiacchierata su mappe e giochi, in concomitanza con l’uscita del mio ebook “Mappe della Mente”.

Molti giochi da tavolo si basano sui tavolieri, mappe di vario genere che rappresentano il terreno di gioco
•    come area territoriale,
•    come percorso,
•    come raggera,
•    come struttura ordinatrice.

Le mappe di tipo territoriale vanno da vere e proprie carte geografiche, come il planisfero di Risiko, ad astrazioni come la scacchiera che simboleggia il campo di battaglia con un quadrato magico di 64 caselle bianche e nere, su cui ci si sposta secondo mosse codificate.

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Un classico gioco basato su una mappa di percorso sequenziale è il gioco dell’oca con tutti i suoi derivati, fra cui uno dei più famosi è Monopoli. I giochi di percorso simboleggiano il cammino iniziatico che si fa per raggiungere la saggezza. Uno dei più antichi è il labirinto, i più moderni sono gli adventure games che, vestiti di tridimensionalità ed effetti speciali, altro non sono che il cammino dell’eroe tra mille difficoltà. Tuttavia labirinti e adventure pongono il giocatore all’interno del percorso, privandolo della visione d’insieme; il gioco, la sfida, consiste proprio nel trovare la via d’uscita, evitando rischi e vicoli ciechi. Il tavoliere invece pone il giocatore al di sopra del terreno di gioco, offrendogli una visione sinottica e panoramica dell’intera situazione, e delle posizioni tattiche sue e degli altri giocatori. In tal senso ha la stessa funzione di una mappa, con la differenza che la mappa fa riferimento ad un territorio “altro”, il tavoliere fa riferimento a se stesso, in quanto rappresentazione simbolica e terreno di gioco coincidono.

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Alle mappe radiali appartiene il gioco della bottiglia, o se si vuole la roulette, che divide il terreno – in genere circolare – in settori associati a numeri, colori, eventi diversi, persone.
La struttura del tavoliere radiale o a stella si trova a Creta, in India e presso i Romani, e si ispira alla forma magica del sole, da sempre visto come un essere radiante.

I giochi di tavoliere sono molto antichi, come ci mostra questo gioco cretese di 4.000 anni fa, dalla struttura piuttosto complessa, curiosamente simile al tavoliere di un moderno flipper. Il terreno di gioco è suddiviso in spazi “ordinatori”, visivamente rappresentati in modo diverso, in ognuno dei quali bisogna fare qualcosa di diverso dagli altri. 

mappementaligioco.jpg

Questo tipo di tavoliere ci porta alla struttura ordinatrice, che simboleggia lo sforzo dell’uomo di fronteggiare un mondo caotico per ricondurlo a rassicuranti strutture come le città e i campi. In questi tavolieri gli elementi del gioco vanno disposti nelle caselle a loro destinate, nell’intento di passare da una situazione confusa ad una situazione ordinata in base a forme e strutture, come accade nei puzzle.
Il gioco del mulino, detto anche tris o filetto, è antichissimo e diffuso in tutto il mondo, e consiste in una mappa risultante dalla fusione fra i simboli magici del “centro sacro” e della “triplice cinta”, come si vede nel disegno in basso. Il gioco si trova spesso inciso su pietre stradali, gradini, chiese, mura, a testimoniare la sua diffusione popolare. Pur nella sua semplicità, questa è una combinazione fra tutti i tipi di mappe precedentemente descritti, e si presta al percorso periferia-centro, all’ordinamento per mettere in fila i pezzi, al territorio dal profano al sacro. La struttura era usata anche dagli auguri che scrutavano il cielo per vedere se gli uccelli apparivano nella pars àntica (fronte, destra, parte favorevole) o nella pars pòstica (retro, sinistra, responso sfavorevole). Questa suddivisione si ritrova anche nelle matrici del moderno management, dove si tende a disporre in alto a destra i fenomeni positivi, in basso a sinistra quelli negativi.

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Questo e molto altro trovi nel mio libro “Mappe della Mente”, di cui puoi richiedere un estratto gratuito andando su questa pagina, o che puoi acquistare presso i migliori bookstore web.

Umberto Santucci

Letto 15264 volte Ultima modifica il Giovedì, 26 Novembre 2015 17:34