Venerdì, 27 Giugno 2008 14:13

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Trireme
Per la rubrica Manager Ludens un nuovo articolo di Umberto Santucci, per imparare a sfruttare in maniera ecologica l'energia prodotta dal nostro corpo, dai nostri movimenti.


Trireme


Il canadese Max Donelan, ingegnere della Simon Fraser University, ha brevettato un dispositivo che si mette al ginocchio, e che con la normale attività di flessione che si fa camminando, correndo o pedalando, produce una quantità di energia elettrica tale da alimentare dieci telefoni cellulari (Venerdì di Repubblica, 14/03/08).

Ciò significa che è già possibile trasformare movimenti muscolari in produzione di energia. D’altronde l’uomo questo lo sa da tempi immemorabili, perché doveva produrre gran parte dell’energia che gli serviva col suo lavoro muscolare.

Nella nostra epoca, per fortuna, siamo arrivati ad un tale livello di tecnologia e di automazione, che potremmo avere tutto a disposizione, fare tutto, andare dovunque, senza muoverci, senza attivare i nostri muscoli. Internet realizza in modo totale questa utopia: sto fermo, potrei restare a letto, ma posso fare tutto, comunicare con tutti, in tutto il mondo.

Ci si è accorti però che il corpo umano è fatto per muoversi, non per stare fermo, per bruciare energia, oltre che per immagazzinarla. Sono emerse malattie dello squilibrio fra calorie immesse e calorie consumate, con conseguente obesità, diabete, malformazioni ossee, problemi articolari.



Quindi ci è stato raccomandato di muoverci. E allora si vedono strane cose: persone che prendono la macchina o la moto, sedute sulle quali arrivano in palestra, dove restando nello stesso posto percorrono chilometri virtuali su una pedana scorrevole. Oppure persone che alzano le serrande con dispositivi elettrici, usano l’ascensore o il montacarichi, e in palestra sudano sollevando pesi e spingendo leve.

Da una parte ci sono macchine che consumano energia per farci risparmiare fatica, dall’altra macchine che consumano energia per farci fare fatica. Allora non sarebbe possibile rimettere un po’ insieme questi due processi impazziti?

Trireme

Noi giocherelloni proviamo ad immaginare una proposta da gioco, da tempo libero, da fitness. Ricordate le potenti triremi romane? O le veloci navi vichinghe? Come si muovevano? Con una certa quantità di rematori e qualche vela: vele per lunghi tragitti, sfruttando venti costanti, remi per manovre e spostamenti più brevi. Allora potremmo immaginare una sorta di trireme modernissima, ultratecnologica, fatta di materiali leggeri e strutture autogalleggianti, da destinare ad imbarcazione da crociera per zone turistiche visitabili con piccoli spostamenti, al mare, nei laghi, su tratti di fiume, attrezzata come una palestra, con vogatori che finiscono in pale che spingono nell’acqua (o normali remi, se si vuole), macchine per il potenziamento muscolare, pedane scorrevoli, step, cyclette, dove i partecipanti alla crociera possono allenarsi con programmi specifici controllati da istruttori, o come vogliono, ma tutto il lavoro fatto sulle macchine si traduce in energia per alimentare sia i controlli elettronici delle macchine stesse, sia tutta la trireme, come se fosse un grande pedalò.

Accanto all’energia prodotta dai passeggeri/ginnasti la nave potrebbe essere rivestita di pannelli solari e attrezzata con vele. Potrebbe essere un bel laboratorio sperimentale di combinazione di energia muscolare, eolica, solare. Si potrebbe pensare a raccoglitori di acqua piovana e ad altri dispositivi di raccolta e riciclo.



Il progetto potrebbe essere realizzato da una associazione temporanea di imprese ed enti ad alta specializzazione, privati come la Technogym o pubblici come l’Enea. Si presterebbe a studi scientifici sui vari criteri di produzione, consumo e utilizzazione delle varie fonti di energia.
Si presta a qualsiasi altra sperimentazione: mangiare il pesce pescato, negli spostamenti toccare fattorie dove acquistare i cibi direttamente dal produttore. Un soggiorno su “Trireme” sarebbe un’esperienza unica di produzione/consumo/riciclo di energia pulita e rinnovabile, da riproporre in altri ambiti.

Chi vuole rubarmi l’idea, trasformandola in un vero progetto? Naturalmente sarei disposto a collaborare, o anche solo a pedalare su una cyclette. Vuoi mettere la differenza fra pedalare chiusi in una palestra di cemento armato e fare la stessa cosa in giro per le isole della Croazia?

Letto 12514 volte Ultima modifica il Giovedì, 26 Novembre 2015 17:41